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Notizie CQIE

PERCHÉ SOSTENGO ANDREA ORLANDO COME SEGRETARIO DEL PD

Giovedì, 30 Marzo 2017 15:56
Cari amici e compagni,   vi scrivo per condividere con voi le ragioni per le quali ho deciso di sostenere Andrea Orlando come segretario del PD. Con l'occasione vi allego una sintesi delle priorità per i cittadini italiani all'estero che ci vedranno impegnati fino all'ultimo giorno di questa legislatura. Con il congresso e le primarie del 30 aprile dobbiamo affrontare e sciogliere molte questioni, alcune aperte da anni, altre inedite. Riconsiderare la vicenda della riforma costituzionale e del referendum è necessario non per alimentare polemiche personalistiche, ma per superarle: la sconfitta referendaria non riguarda, infatti, solo Matteo Renzi, il quale certo ha le sue evidenti responsabilità, ma interroga e coinvolge un numero più vasto di attori, politici e non, e un ciclo temporale più lungo di questa legislatura. Per dirla in breve, la crisi democratica rimane aperta e anzi tende ad approfondirsi, mentre la risposta che poneva in primo piano l'efficientamento delle istituzioni, il culto della democrazia di mandato fondata sul carisma del capo e sulla disarticolazione delle mediazioni tra leader e popolo (partiti, sindacati, associazioni), è fallita. La crisi della rappresentanza non si risolve attraverso il mito dell'efficienza: questo è il dato di fatto, che ancora fatica ad affermarsi nella consapevolezza dei protagonisti mentre già produce i suoi effetti nella realtà concreta del sistema politico. Il nostro problema non è rilegittimare una classe dirigente rimasta sostanzialmente muta dopo il 4 dicembre, come se l'autocritica spettasse al corpo elettorale, e neppure sancire i nuovi rapporti di forza da trasferire nella composizione delle liste: un congresso concentrato su poteri e gerarchie sarebbe un segnale di grande debolezza. Il problema di fondo è la funzione del partito democratico, il ruolo che intende svolgere nella società e nelle istituzioni, i cambiamenti che ne conseguono, tanto in riferimento allo strumento partito, quanto all'elaborazione di una proposta politica adeguata ai mutamenti profondi dello scenario internazionale e alla cronicizzazione della crisi italiana. Non è di narrazione che abbiamo bisogno. Il sud, i giovani, le periferie non è che "si sentano" esclusi, lo sono: esclusi dal benessere, dalla crescita, sempre più spesso dalla protezione sociale e dal sistema formativo. Non basterà includerli nel racconto, non basteranno le mozioni. Servirebbe un salto di qualità nel dibattito, serviranno provvedimenti concreti e un discorso di verità da parte del Governo, che è essenzialmente espressione di questo partito e lo rimarrà. Anche per questo non ho condiviso la scelta di persone cui mi uniscono una storia e molte idee: se c'è anche solo una possibilità di distogliere il PD dalla sua involuzione adolescenziale, da una concezione muscolare del potere, credo sia doveroso impegnarsi per realizzarla. Andrea Orlando, per il suo profilo e per l'impostazione che ha dato alla sua candidatura, può riaccendere una speranza e dare risposte a una comunità politica disorientata, che deve ritrovare il senso della partecipazione, ricostruire una casa solida e accogliente, aperta non solo a chi rimane e a chi è uscito, ma al Paese che vorremmo convincere a fidarsi di noi. Solo nella partecipazione si può trovare una risposta convincente e strutturale alla crisi della rappresentanza. Una partecipazione consapevole, capace di produrre idee e di formare una classe dirigente all'altezza dei problemi epocali che abbiamo di fronte, non l'adunata degli adoratori e degli odiatori del capo. Se abbiamo l'ambizione di essere una forza riformatrice e progressista, che si batte per una società più giusta e più libera, la personalizzazione della politica non è l'orizzonte che si schiude di fronte a noi, ma il tramonto di un'epoca che sfuma progressivamente alle nostre spalle.  

COMUNICATO STAMPA su piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato Italiano su territorio estero

Lunedì, 27 Marzo 2017 11:31
Il senatore Claudio Micheloni ha depositato giovedì 23 marzo in Senato un’interrogazione urgente indirizzata ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'Economia e delle Finanza riguardante il piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato Italiano su territorio estero, annunciato dal Governo nel maggio 2014 nel generale indirizzo della Spending Review e inserito nuovamente nel bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 (Accantonamento di ricavi derivanti dalla dismissione d’immobili all’estero). Nella sua interrogazione, il senatore Micheloni chiede di sapere cosa prevede il piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare elaborato dell’Agenzia del demanio e dal decreto del MAECI sugli immobili da dismettere, e quali siano gli immobili individuati. Considerato che le Associazioni e gli organi di rappresentanza degli italiani all'estero sono interessati in alcuni casi a riacquistare il patrimonio immobiliare, il senatore Micheloni vuole sapere dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale se, in fase di elaborazione del piano di razionalizzazione, ha audito queste Comunità al fine di evitare forti opposizioni da parte loro, e se ha previsto un prezzo favorevole nel caso in cui questi rappresentanti delle comunità vogliano acquistare gli immobili. Queste Comunità italiane, secondo il senatore Micheloni, meritano un giusto riconoscimento perché in alcuni casi hanno collaborato economicamente e con forza lavoro alla nascita del patrimonio immobiliare dello Stato all'estero.   Infine, nell'interrogazione, il senatore Micheloni suggerisce di utilizzare la quota del 30 per cento dei proventi delle operazioni di dismissione, oltre che per il rifinanziamento della legge n. 477 del 1998, finalizzata alla ristrutturazione, restauro e manutenzione straordinaria degli immobili del demanio italiano ubicati all’estero, anche per mantenere una presenza stabile per la Comunità ed i servizi rivolta a questa. Roma, 27 marzo 2017 LEGGI L'INTERROGAZIONE QUI

COMUNICATO STAMPA: interrogazione su applicazione da parte della Confederazione elvetica del valore locativo ai beni immobili situati in Italia di cittadini italiani residenti in Svizzera

Venerdì, 24 Marzo 2017 14:59
Il senatore Claudio Micheloni ha depositato oggi in Senato un’interrogazione indirizzata ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'Economia e delle Finanza riguardante l'applicazione da parte della Confederazione elvetica del valore locativo ai beni immobili situati in Italia di cittadini italiani residenti in Svizzera, equiparandolo a un reddito presunto, in totale contraddizione con il divieto della doppia imposizione siglata tra i due paesi nella Convenzione del 1976. In una circolare di alcune cantoni della Confederazione elvetica, indirizzata a tutti i cittadini residenti che beneficiano di aiuti sociali, e in modo particolare a quelli di origine straniera,  sottolinea il senatore Micheloni nell'interrogazione, si informa che è in corso un processo di revisione della spesa sociale e di verifica dei requisiti dei beneficiari, inclusa la situazione patrimoniale, e che per sanare eventuali irregolarità la scadenza è fissata per il 31 marzo 2017, termine oltre il quale si prevedono, a latere di sanzioni varie, provvedimenti di "espulsione temporanea" da 5 a 15 anni. Per tale provvedimento, la cui persistenza può determinare un autentico dramma sociale che avrebbe conseguenze gravi e durevoli sulle relazioni dei due Paesi, il senatore Micheloni chiede, ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'Economia e delle Finanza, di convocare la Commissione Mista prevista dall'art. 26 della Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Confederazione elvetica per evitare le doppie imposizioni, al fine di valutare l'insieme delle criticità e sospendere il termine del 31 marzo 2017. Nell'interrogazione si chiede, inoltre, di negoziare dei termini di applicazione della regolarizzazione inferiori ai dieci anni retrospettivi previsti, così come di informare gli organismi dell'Unione Europea, per valutare anche la situazione dei cittadini europei non italiani residenti in Svizzera e verificare l'opportunità di considerare tali questioni nell'ambito delle trattative in corso tra Unione Europea e Confederazione elvetica. Infine, il senatore Micheloni suggerisce eventualmente di reinserire la Confederazione elvetica nella "Black List", in caso di risposta negativa da parte delle autorità e a fronte di minacce di espulsione dei nostri concittadini residenti in Svizzera che, nonostante una vita di lavoro in Svizzera, necessitano di aiuti sociali per sopravvivere.  Roma, 23 marzo 2017 LEGGI L'INTERROGAZIONE QUI

Comunicato stampa: Interrogazione Euronews

Mercoledì, 01 Marzo 2017 11:19
Interrogazione urgente con risposta orale in Commissione III al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico  I senatori Claudio Micheloni e Aldo Di Biagio hanno depositato ieri in Senato un’interrogazione urgente indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri  e ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico riguardante il progetto di ristrutturazione di Euronews che sta vanificando l'intento paneuropeo dei servizi pubblici fondatori. Tale ristrutturazione colpisce mortalmente la missione di interesse pubblico europeo del canale, su cui l'Italia ha investito per promuovere il sistema paese, la visione europea dell'Italia e degli altri paesi partner dell'UE e l’Italiano come lingua fondamentale dell’Unione Europea. Volta a ridurre la forza lavoro giornalistica e a cambiare sostanzialmente il contratto di lavoro, è conseguente alla cessione del 53% del capitale (35 milioni di euro) da parte del consorzio che gestisce Euronews al gruppo privato Mediaglobe Networks, controllato dal magnate Naguib Sawiris, che ha introdotto la NBC come secondo azionista privato con il suo 25% di capitale. Il piano prevede un forte ridimensionamento dei servizi di alcune lingue, inclusa la redazione italiana. L’équipe italiana di Euronews, forte di una ventina di giornalisti, rappresenta la più grande redazione italiana all’estero, importantissima testa di ponte per esprimere e rappresentare all'Europa e ai paesi riceventi il segnale dell'emittente (si pensi alla Turchia, a tutto il Sud del Mediterraneo e parte del Medio Oriente) cosa sia davvero l’Italia. Nell'interrogazione, i senatori chiedono al Presidente del Consiglio dei Ministri  e ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico di sapere dal Governo se non ritenga di dover intervenire, per quanto di competenza, presso la RAI, ancora parte importante, ma oggi evidentemente declinante rispetto alle decisioni strategiche di Euronews, per sapere come intenda tutelare il patrimonio aziendale e i suoi valori, rappresentati anche dai giornalisti italiani di Euronews, che, peraltro, non sono un corpo professionale esterno, ma di fatto una risorsa di cui la RAI deve farsi carico, intanto per impedire la cancellazione inaccettabile di presenze italiane in Euronews, e comunque di una realtà da considerare un valore, che il servizio pubblico italiano deve tutelare nell'interesse suo e del Paese. I senatori chiedono, altresì, di intervenire, anche in sede europea, considerato che il maggior singolo finanziatore di Euronews oggi è la Commissione europea, la quale eroga fondi pubblici all'emittente solo in quanto espressione di servizi pubblici dell'Europa.   Roma, 1 marzo 2017   Link interrogazione Atto n. 3-03531    

INTERVENTO DEL SEN. MICHELONI SULLA SCOMPARSA DEL SEN. POLLASTRI: "Un grande italiano, in politica con spirito di servizio come molti degli eletti all'estero"

Martedì, 24 Gennaio 2017 18:08
  Intervento del senatore Claudio Micheloni sulla scomparsa del Senatore Edoardo Pollastri Legislatura 17ª - Aula - seduta n. 746 del 24/01/2017 MICHELONI (PD). Signor Presidente, intervengo con profondo rammarico per annunciare l'improvviso decesso, il 21 gennaio 2017 a San Paolo del Brasile, dell'esponente della camera di commercio italo-brasiliana di commercio, industria, agricoltura, il senatore Edoardo Pollastri. Pollastri, nato 84 anni fa ad Alessandria, il 27 agosto del 1932, laureato in Italia in economia e commercio, è stato economista, docente universitario, imprenditore e politico, oltre che senatore della Repubblica italiana dal 2006 al 2008, eletto dalla circoscrizione Estero in Sud America. Sposato con quattro figli, ha guidato diverse istituzioni operanti nell'ambito sociale ed economico italo brasiliano ed ha seguito con molta passione e tenacia la camera di commercio per più di venti anni, diventando Presidente della Càmara Italo Brasileira de Comercio, Indùstria e Agricultura a San Paolo del Brasile e Presidente vicario dell'associazione delle camere di commercio all'estero. Commendatore all'ordine del merito della Repubblica italiana, ha svolto la sua attività per anni in Etiopia come fondatore e presidente della Cooperativa agricola di Agordat. È stato il titolare del maggior studio commercialista di Asmara (sino al 1974), con l'80 per cento delle imprese italiane del territorio come clienti e professore della cattedra di economia aziendale dell'Università degli studi di Asmara. In Brasile è stato il fondatore e presidente della Visconti (sino al 2002). Da sempre impegnato politicamente, indipendente di area Margherita, alle elezioni del 2006 si candida al Senato per l'Unione in America meridionale ed è eletto senatore della XV legislatura. Dal 2006 al 2008 in Senato aderisce al Gruppo L'Ulivo è membro della 3a Commissione permanente, nonché membro del Comitato per le questioni degli italiani all'estero. Presidente della scuola Eugenio Montale di San Paolo, membro della Società italiana di beneficienza di San Paolo. Dopo essere stato senatore di centrosinistra, Pollastri non ha mai smesso di impegnarsi in prima persona, con passione ed entusiasmo, a fianco della grande comunità degli italiani all'estero e del mondo delle camere italiane di commercio. Abbiamo voluto ricordare anche questi dati concreti per chi non lo ha conosciuto. Insieme al collega Renato Turano, con Edoardo Pollastri nel 2006-2008 abbiamo vissuto la prima esperienza come senatori eletti all'estero nel Senato della Repubblica. Abbiamo conosciuto in quell'occasione un grande italiano, che alla politica era arrivato con lo spirito che hanno quasi tutti quelli dell'estero, con il senso di servizio. Abbiamo cercato di servire l'Italia nel mondo e Edoardo ha cercato di servire l'Italia in questo Senato, rappresentando certamente la comunità degli italiani in America Latina, che lo aveva eletto, ma pensando sempre e prima di tutto all'interesse dell'Italia. Abbiamo perso un amico, abbiamo perso un vero italiano.  

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