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Notizie CQIE

AUDIZIONE CQIE: LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE DELL’INPS TITO BOERI

Mercoledì, 02 Agosto 2017 19:24
Il 2 agosto 2017 si è tenuta l’audizione del presidente dell’INPS Tito Boeri, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla valorizzazione del reciproco contributo economico, culturale e civile tra la madrepatria e le comunità italiane all’estero del Comitato per le questioni degli italiani all’estero. L’esigenza dell’incontro è scaturito da notizie di stampa sulle pensioni all'estero che hanno allarmato le comunità degli italiani. Secondo il presidente Micheloni, le collettività italiane all'estero sono realtà complesse e variegate e soffrono quando vengono espressi giudizi unici che non tengono nella dovuta considerazione il contributo dato al Paese dalla nostra emigrazione. Pertanto il presidente Micheloni ha ritenuto doveroso affrontare le questioni dell'assistenza sociale e previdenziale con sensibilità, considerando gli emigrati di vecchia e nuova generazione soggetti e non oggetti dell'azione politica. Il presidente sottolinea, inoltre, che la buona collaborazione tra Parlamento e INPS ha consentito di modificare il tasso di cambio di riferimento delle pensioni sociali a favore dei cittadini italiani residenti in Venezuela. La relazione del presidente dell'INPS Tito Boeri sul regime pensionistico degli italiani all'estero può essere consultata nel documento in allegato.  

DOCUMENTO POLITICO DI 31 SENATORI INDIRIZZATO ALLA DIREZIONE DEL PD

Giovedì, 01 Giugno 2017 11:46
  La Direzione nazionale del PD, eletta dopo le primarie del 30 aprile, che hanno confermato Matteo Renzi alla guida del partito, ha davanti a sé, fin dalla prima riunione questioni rilevanti da discutere e decisioni da prendere straordinariamente delicate ed importanti per il Paese e per la stessa prospettiva del Partito Democratico. Il Parlamento ha avviato l'esame della riforma della legge elettorale, caposaldo essenziale per dare stabilità al sistema politico e per restituire credibilità e solidità alle stesse istituzioni nazionali. Nel mentre si confrontano, del tutto legittimamente, modelli e soluzioni spesso molto lontani tra di loro, sosteniamo con determinazione la necessità che il PD tenga fermo il  principio dell'equilibrio tra governabilità e rappresentanza quale requisito non contrattabile nel doveroso confronto parlamentare con tutti i partiti e movimenti, scongiurando ogni ipotesi proporzionalistica, che produrrebbe ingovernabilità ed instabilità, ripristinando il potere di scelta dei parlamentari da parte dei cittadini.

COMUNICATO STAMPA - MINORI: DA MICHELONI (PD) INTERROGAZIONE SU AIBI E NOMINE COMMISSIONE ADOZIONI INTERNAZIONALI

Mercoledì, 31 Maggio 2017 11:14
  Supportare l'azione di legalità e trasparenza intrapresa negli ultimi 3 anni dalla Commissione Adozioni Internazionali (CAI) e per questo conoscere quali siano le valutazioni del governo sulla recente nomina proposta alla vicepresidenza della CAI, che potrebbe essere in conflitto di interessi rispetto all'inchiesta giudiziaria in corso sull'ente Aibi, l'Associazione Amici dei Bambini, che sarebbe oggetto di numerose denunce da parte delle famiglie adottive.  E' quanto chiede al governo il senatore del Pd Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le Questioni degli italiani all'estero e componente della Commissione Esteri, che ha presentato un'interrogazione parlamentare rivolta al Presidente del Consiglio dei ministri e al ministro della Giustizia. "Nel corso dell'ultimo triennio - scrive Micheloni nell'interrogazione - la vicepresidente uscente della Commissione Adozioni Internazionali ha fatto emergere un inaccettabile e vergognoso traffico di minori e gravi fatti di pedofilia nell'ambito delle adozioni internazionali, con gravi responsabilità dell'ente AiBi, tanto che è in corso un'inchiesta presso la Procura di Milano. La stessa vicepresidente uscente ha più volte riferito pubblicamente i fatti, come nel corso dell'audizione presso la Commissione Giustizia della Camera, il 12 ottobre 2016. Nel corso di quell'audizione è stato evidenziato come l'Aibi abbia posto in atto una campagna di controinformazione diffamatoria contro la CAI, con accuse calunniose nei confronti dell'organismo  e dei suoi vertici. Secondo quanto riportato dalla stampa, il 19 maggio il Premier avrebbe firmato il decreto per la nomina della nuova vicepresidente della CAI, attuale presidente del Tribunale dei Minorenni di Firenze, persona irreprensibile e competente, ma anche moglie del Procuratore Capo di Milano e persona gradita all'AiBi. Al governo chiedo quindi se non ravvisi rispetto a tale nomina alcun profilo di inopportunità, in relazione all'inchiesta giudiziaria in corso. Chiedo inoltre quali iniziative intenda intraprendere per rimuovere la situazione di conflitto di interessi che si è creata con la nomina, il 28 marzo scorso, di un componente del Forum delle Associazioni Familiari, ai cui vertici siede l'AiBi, in seno alla CAI, visto che secondo la normativa vigente è vietato agli enti controllati e vigilati di essere presenti nell'organismo di controllo".   Roma, 30 maggio 2017

RISPOSTA DEL GOVERNO ALL'INTERROGAZIONE DEL SEN. MICHELONI SU PIANO DI DIMISSIONE DEI BENI IMMOBILI ITALIANI ALL'ESTERO

Giovedì, 18 Maggio 2017 11:10
Legislatura 17ª - 3ª Commissione permanente - n. 138 del 17/05/2017 - PROCEDURE INFORMATIVE  - Risposta all'interrogazione del senatore Claudio Micheloni sul piano di dimissione dei beni immobili italiani all'estero                   Il sottosegretario DELLA VEDOVA risponde alla interrogazione n. 3-03614 presentata dal senatore Micheloni, ricordando l'importanza del processo di razionalizzazione delle proprietà immobiliari dello Stato all’estero. La legge di stabilità 2016 aveva stabilito che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale conferisca al bilancio dello Stato 20 milioni di euro per il 2016 e 10 milioni di euro nel 2017 e nel 2018, tramite operazioni di dismissione immobiliare di beni non più utili per le finalità istituzionali. Successivamente, la legge di bilancio 2017 ha incrementato tali obiettivi, fissandoli a 26 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e a 16 milioni per il 2019. Ricorda le varie fasi in cui è articolato il complesso procedimento di alienazione di un immobile demaniale all’estero. Sottolinea che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha già svolto una ricognizione di tutto il patrimonio immobiliare estero, pubblicata sul suo sito istituzionale. Successivamente, sono stati individuati i beni non più utili per le finalità istituzionali, tenendo conto delle esigenze logistiche, di sicurezza e di decoro degli uffici all'estero. Pur non costituendo il patrimonio immobiliare materia di consultazione con gli organi di rappresentanza della collettività italiana all’estero, laddove si tratti di immobili con effettiva destinazione d’uso in favore della collettività, è previsto che gli Uffici consolari informino tali organi delle eventuali alienazioni.             A legislazione vigente, la quota del 30 per cento di proventi da dismissioni immobiliari, che eccedono gli obiettivi precedentemente esposti, deve essere destinata all'acquisto, alla ristrutturazione, al restauro, alla manutenzione straordinaria e alla costruzione di immobili da adibire a sedi delle rappresentanze diplomatiche e di uffici consolari, nonché a tutte le spese amministrative connesse a tali interventi. Sempre a legislazione vigente, gli immobili devono essere venduti sulla base del loro valore di mercato. Non è, quindi, possibile riservarli, ad un prezzo di favore, alle associazioni rappresentative delle comunità italiane.   Il senatore MICHELONI (PD) si dichiara soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, che consente una compiuta informazione sulle procedure di dismissione in corso. Condivide la politica di valorizzazione degli immobili all'estero attuata dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Ritiene però necessario, per evitare inutili tensioni, un maggiore sforzo di informazione delle comunità italiane rispetto al futuro di immobili che spesso hanno contribuito a costituire e a cui sono comunque molto legate come ad esempio per la "Casa Italia" di Zurigo. Considerando che la normativa prevede che una parte dei proventi eccedenti gli obiettivi assegnati al Ministero sia comunque destinata ai territori in cui si trovavano gli immobili, rinnova la richiesta che il Ministero possa in qualche modo agevolare le eventuali acquisizioni di tali immobili da parte di associazione rappresentative delle nostre comunità, con ovvia esclusione delle persone fisiche.

PERCHÉ SOSTENGO ANDREA ORLANDO COME SEGRETARIO DEL PD

Giovedì, 30 Marzo 2017 15:56
Cari amici e compagni,   vi scrivo per condividere con voi le ragioni per le quali ho deciso di sostenere Andrea Orlando come segretario del PD. Con l'occasione vi allego una sintesi delle priorità per i cittadini italiani all'estero che ci vedranno impegnati fino all'ultimo giorno di questa legislatura. Con il congresso e le primarie del 30 aprile dobbiamo affrontare e sciogliere molte questioni, alcune aperte da anni, altre inedite. Riconsiderare la vicenda della riforma costituzionale e del referendum è necessario non per alimentare polemiche personalistiche, ma per superarle: la sconfitta referendaria non riguarda, infatti, solo Matteo Renzi, il quale certo ha le sue evidenti responsabilità, ma interroga e coinvolge un numero più vasto di attori, politici e non, e un ciclo temporale più lungo di questa legislatura. Per dirla in breve, la crisi democratica rimane aperta e anzi tende ad approfondirsi, mentre la risposta che poneva in primo piano l'efficientamento delle istituzioni, il culto della democrazia di mandato fondata sul carisma del capo e sulla disarticolazione delle mediazioni tra leader e popolo (partiti, sindacati, associazioni), è fallita. La crisi della rappresentanza non si risolve attraverso il mito dell'efficienza: questo è il dato di fatto, che ancora fatica ad affermarsi nella consapevolezza dei protagonisti mentre già produce i suoi effetti nella realtà concreta del sistema politico. Il nostro problema non è rilegittimare una classe dirigente rimasta sostanzialmente muta dopo il 4 dicembre, come se l'autocritica spettasse al corpo elettorale, e neppure sancire i nuovi rapporti di forza da trasferire nella composizione delle liste: un congresso concentrato su poteri e gerarchie sarebbe un segnale di grande debolezza. Il problema di fondo è la funzione del partito democratico, il ruolo che intende svolgere nella società e nelle istituzioni, i cambiamenti che ne conseguono, tanto in riferimento allo strumento partito, quanto all'elaborazione di una proposta politica adeguata ai mutamenti profondi dello scenario internazionale e alla cronicizzazione della crisi italiana. Non è di narrazione che abbiamo bisogno. Il sud, i giovani, le periferie non è che "si sentano" esclusi, lo sono: esclusi dal benessere, dalla crescita, sempre più spesso dalla protezione sociale e dal sistema formativo. Non basterà includerli nel racconto, non basteranno le mozioni. Servirebbe un salto di qualità nel dibattito, serviranno provvedimenti concreti e un discorso di verità da parte del Governo, che è essenzialmente espressione di questo partito e lo rimarrà. Anche per questo non ho condiviso la scelta di persone cui mi uniscono una storia e molte idee: se c'è anche solo una possibilità di distogliere il PD dalla sua involuzione adolescenziale, da una concezione muscolare del potere, credo sia doveroso impegnarsi per realizzarla. Andrea Orlando, per il suo profilo e per l'impostazione che ha dato alla sua candidatura, può riaccendere una speranza e dare risposte a una comunità politica disorientata, che deve ritrovare il senso della partecipazione, ricostruire una casa solida e accogliente, aperta non solo a chi rimane e a chi è uscito, ma al Paese che vorremmo convincere a fidarsi di noi. Solo nella partecipazione si può trovare una risposta convincente e strutturale alla crisi della rappresentanza. Una partecipazione consapevole, capace di produrre idee e di formare una classe dirigente all'altezza dei problemi epocali che abbiamo di fronte, non l'adunata degli adoratori e degli odiatori del capo. Se abbiamo l'ambizione di essere una forza riformatrice e progressista, che si batte per una società più giusta e più libera, la personalizzazione della politica non è l'orizzonte che si schiude di fronte a noi, ma il tramonto di un'epoca che sfuma progressivamente alle nostre spalle.  

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